Gli eroi animalisti sotto le bombe

Sono ormai diversi mesi che è scoppiata la guerra in Ucraina e moltissimi sono i volontari italiani che hanno raggiunto il confine in Polonia per aiutare i profughi che scappano dalle bombe. Non sono peró soltanto donne, bambini ed anziani ad aver bisogno di aiuto ma anche gli animali. Per questo c’è chi è salito in macchina e si è fatto ore alla guida per portare cibo e medicine anche per cani, gatti e non solo. Tra questi c’è l’attivista e reporter Lodovica Mairè Rogati che ha già intrapreso due viaggi su un furgoncino pieno di aiuti e al ritorno accogliendo gatti e cani ai quali è riuscita a trovare una nuova famiglia perché ormai abbandonati e rimasti soli. A breve partirà per la terza volta. L’abbiamo raggiunta al telefono e ci ha confermato: “Non mi fermeró finché ci sarà anche un solo animale bisognoso di aiuto. Quello che il nostro connazionale Andrea Cisternino sta facendo per gli animali in Ucraina sotto le bombe è immenso e lo stesso vale per l’operato del veterinario polacco Jakub Kotowicz. Sono degli angeli e sono loro i veri eroi. Io mi sto solo limitando a portare aiuti e a trovargli una nuova casa che possa amarli!”

L’Associazione IO NON CI STO di Lodovica Mairè Rogati

Fondata dall’attivista Lodovica Mairè Rogati nel 2012, dal giorno della sua nascita l’Associazione ha combattuto numerose battaglie contro ogni forma di violenza. In particolare sono stati anni dedicati ad aiutare le donne vittime di abusi. I danni fisici e psicologici che esse riportano sono profondamente dolorosi e spesso le conducono all’isolamento, all’incapacità di lavorare e di interagire socialmente, all’interruzione della cura di sé stesse e dei propri cari. I figli delle vittime di abusi subiscono a loro volta disturbi emotivi e comportamentali. La violenza sulle donne rappresenta un problema di salute di proporzioni globali enormi. Nella pagina dedicata alla violenza sulle donne sul sito dell’Associazione di Lodovica Mairè Rogati, leggiamo che l’ Associazione “offre attività di sostegno alle vittime di abusi supportandole attraverso consulenze psicologiche professionali ed accompagnandole nel processo di denuncia” e che “prevenire i reati, proteggere le vittime e punire i colpevoli sono gli obiettivi dell’Associazione.” L’Associazione IO NON CI STO lotta anche contro ogni forma di maltrattamento nei confronti di tutte le categorie più deboli, umane e animali.

GOSSIP OGGI: Pedro Pascal col “baby” di Mandalurian – Lodovica Mairè Rogati ha il fidanzato? – A Roma Luis Molteni – CONTINUA A LEGGERE !

Pedro Pascal Gossip Fidanzato di Lodovica Mairè Rogati ???

Ci segnalano i colleghi del blog di cinema le nuove foto di Lodovica Mairè Rogati al circolo tennis di Roma insieme all’attore Luis Molteni: “Di recente – si legge nel blog abbiamo avvistato Luis Molteni insieme alla collega attrice Lodovica Mairè Rogati presso un prestigioso circolo tennis di Roma!” Anche se no ricordate avevamo parlato della giovane attrice romana di origini britanniche attraverso questo link: Lodovica Mairè Rogati Fidanzato . “Tra Lodovica e Luis – si legge nell’articolo -c’è una sincera amicizia e, per il momento, pare, non ci sono indiscrezioni in merito ad un eventuale sodalizio professionale anche se nel campo dello spettacolo…mai dire mai!” I due avevano già recitato insieme nella seconda stagione del Commissario Manara in onda nel 2010 su Raiuno!

SI MA… PEDRO PASCAL ?? L’attore (si vocifera ancora sia il fidanzato di Lodovica Rogati?) al momento impegnato con l’Emmy di Ludwig Goransson anche se, per lui, l’impegno più grande è con la seconda stagione di The Mandalorian: “adoro il mio Baby Yoda” ha dichiarato in una recente intervista su Cinematographe.it

Il Cuore Africano di Lodovica

LODOVICA MAIRE ROGATI 22

Abbiamo incontrato l’attrice ed attivista Lodovica Mairè Rogati appena rientrata in Italia dopo un lungo periodo passato in Africa. Dopo aver vissuto gran parte della sua vita nel continente nero, Lodovica Mairè Rogati, appena finito il suo ultimo progetto cinematografico, è tornata nella terra da lei più amata per superare un grave lutto che l’ha colpita.

Lodovica come ti senti ora che sei tornata in Italia?

In realtà io non vivo più fissa in Italia da molto tempo. Sono rientrata per motivi personali ma vivere a Roma non fa per me. Milano è tappa fissa per lavoro ma non amo stare in questo Paese, le motivazioni sono svariate.

Cosa è significata per te questa lunga esperienza africana?

L’Africa non è una novità per me. Si sa ormai che è la mia seconda casa. È nel mio cuore da sempre. Questa volta peró è stato diverso. Non voglio parlare del mio privato, non l’ho mai fatto e non inizieró ora. Posso di certo confermare che è stato il periodo più intenso, solitario, faticoso e doloroso della mia vita. Sono stati due anni terribili che mi hanno cambiata per sempre.

Esattamente dove ti trovavi in Africa e come passavi le tue giornate?

La maggior parte del tempo sono stata in Zimbabwe, lungo la linea di confine in zone di bracconaggio. Ero lì per salvare gli animali e, grazie a loro, per salvare me stessa. Ho vissuto all’interno di Santuari che lavorano duramente per curare animali feriti, salvati o rimasti orfani con lo scopo di reintrodurli in natura nel loro habitat.

Col passare degli anni l’uomo sembra essere più attento alla salvaguardia degli animali. Sei d’accordo?

Non è sempre così. Molte persone difendono gli animali perché spinti da un amore sincero ma purtroppo la maggior parte delle persone, soprattutto in realtà come quella africana, prendono e curano gli animali solamente per scopi economici costringendoli a vivere in ambienti a loro non adatti. Chi desidera davvero contribuire alla protezione di specie in via di estinzione e alla tutela di creature ferite deve scegliere con estrema attenzione il luogo dove recarsi e con chi collaborare. I cosiddetti “parchi” sono a tutti gli effetti degli zoo. In Sudafrica soprattutto questo tipo di turismo ne rappresenta il 90%. Qui è legale vendere qualunque tipo di animale e così i proprietari di queste aree private camuffate a Riserve comprano animali selvatici e li privano della loro vita e della loro libertà tenendoli in spazi che nulla hanno a che vedere con la loro natura.

Quindi non sei d’accordo con le immagini che vediamo di cuccioli di leone che vengono allattati dai turisti?

Già la parola “turista” mi urta. Per scoprire il Mondo con rispetto bisogna essere dei “viaggiatori”. Comunque no, non approvo quel tipo di interazione con animali selvatici perchè purtroppo, come ho appena spiegato, dietro si cela la detenzione dell’animale. Si contano su una mano i luoghi dove si possono davvero curare creature selvatiche rispettandone la loro natura e, soprattutto, ci vuole molto tempo per poterlo fare. Non si va in un Santuario per coccolare i leoni il giorno dopo. Bisogna essere dei volontari, lavorare sodo, svegliarsi prima dell’alba, pulire, nutrire, medicare e, prima di ogni altra cosa, avere una pazienza infinita! L’animale, qualunque esso sia, deve potersi fidare di te, conoscerti, dimostrarti di aver accettato la tua presenza proprio perchè si tratta di una interazione contro-natura. Il leone non deve abituarsi all’uomo, sarebbe la sua fine!

È ció che hai fatto tu?

Esatto. È stata l’esperienza più ricca della mia vita ma anche la più faticosa, fisicamente e psicologicamente. Ho passato giorni, settimane, mesi a conquistarmi la fiducia di animali selvatici pericolosi, forti e terrorizzati ma anche quella di piccole creature impaurite vittime della crudeltà dell’uomo!

Gli animali non sono oggetti ed il loro benessere deve sempre restare la priorità!

Andarmene dal Zimbabwe è stato insopportabile ed è per questo che presto ripartiró.

credits: Lodovica Mairè Rogati

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